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Il servizio per Colf e Badanti

Attraverso strumenti funzionali ed efficaci ed una consulenza del lavoro qualificata, l’ASNALI fornisce ai propri associati, l’assistenza completa sulle problematiche inerenti il personale domestico.

Il servizio Paghe ASNALI relativo al lavoro domestico fornisce:

– Adempimenti per assunzioni e licenziamenti;
– Stesura dei contratti di lavoro;
– Elaborazione della Buste Paga;
– Elaborati del trattamento di fine rapporto;
– Preparazione dei MAV trimestrali, CUD e TREDICESIME;
– Determinazione e informazione costi salariali.

I vantaggi del servizio “Paghe Colf e badanti”

– Adempimenti per assunzioni e licenziamenti in tempi brevi
Attraverso la compilazione di una scheda anagrafica a cura dell’utente, As.n.a.l.i e’ in grado di procedere con la stesura del contratto di lavoro individuale, inoltrando le comunicazioni all’I.N.P.S., sia in caso di assunzioni che in quello di dimissioni o licenziamenti.

– Busta paga dettagliata
Concordata la retribuzione e sulla base delle ore lavorate dai domestici, viene predisposto un prospetto paga in cui sono riportate e qualificate tutte le voci: paga base, vitto e alloggio, lavoro straordinario, festività, tredicesima ecc…

– Gli adempimenti connessi
Dall’elaborazione della busta paga l’Asnali si occupa di tutti gli altri adempimenti connessi al lavoro domestico: Modello CUD, bollettino dei contributi INPS ed elaborati del trattamento di fine rapporto.

Tutti gli elaborati vengono inviati all’utente per e mail pronti per essere stampati e/o archiviati.

E’ il servizio di consulenza e gestione paghe e contributi, relativo alla categoria dei collaboratori domestici quali ad esempio Colf e Badanti, che viene fornito da CSA per mezzo di Asnali(Associazione Nazionale Autonoma Liberi Imprenditori).

Guida alla regolarizzazione di Colf e Badanti

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 4 agosto 2009 è stata pubblicata la Legge 102/2009. L’art. 1-ter stabilisce le modalità per l’emersione dal lavoro irregolare di colf e badanti. Rientrano nella regolarizzazione colf e badanti italiane, comunitarie o extracomunitarie occupate in lavori familiari dal 1° aprile 2009 e che continuano prestare servizio alla data della domanda di emersione.

La domanda va presentata dal 1° al 30 settembre 2009 dai datori di lavoro italiani, comunitari o extracomunitari titolari di permesso di soggiorno CE. Le denunce per i lavoratori italiani o comunitari vanno presentate all’INPS mediante apposito modulo, quelle per i lavoratori extracomunitari allo Sportello Unico per l’Immigrazione via internet.
La dichiarazione di emersione va inoltrata previo pagamento, a carico del datore di lavoro, di un contributo forfettario di 500 euro per ciascun lavoratore; il contributo non è deducibile ai fini dell’imposta sul reddito. Ogni famiglia può regolarizzare al massimo una colf e due badanti extracomunitarie, non è previsto nessun limite per gli italiani e i comunitari.
L’iter per la sanatoria dei lavoratori extra UE è intricato e richiede molta attenzione.
Nel caso in cui si regolarizzi una colf extracomunitaria, è necessario che:
• il datore di lavoro attesti un reddito imponibile non inferiore ai 20.000 euro annui per famiglie monoreddito oppure un reddito complessivo non inferiore ai 25.000 euro annui in caso di famiglie con più soggetti percettori di reddito;
• l’orario lavorativo della colf sia a tempo pieno o a tempo parziale non inferiore a 20 ore settimanali.
Per la regolarizzazione di badanti extracomunitarie, invece, non vi è nessuna restrizione di reddito, ma è indispensabile un certificato, del medico di famiglia o di una struttura sanitaria pubblica, che attesti la limitazione dell’autosufficienza della persona assistita. Inoltre, sarà sempre il medico a stabilire se c’è l’effettiva necessità di due badanti. Chi ha già inviato la domanda per i flussi 2007 o 2008 può presentare ugualmente dichiarazione di emersione, ma la vecchia richiesta sarà archiviata d’ufficio.
Può essere ammesso alla procedura di emersione anche chi in passato è stato espulso perché non aveva il permesso di soggiorno o perché il permesso era scaduto; divieto assoluto per chi ha un’espulsione per:
• motivi di sicurezza, ordine pubblico o terrorismo;
• una segnalazione, in base ad accordi internazionali, che ne impedisce l’ingresso in Italia;
• una condanna per uno dei reati previsti dagli articoli 380 e 381 del codice penale, per i quali è previsto l’arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza di reato.
Fino al termine del procedimento, il lavoratore non può essere espulso; sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore per la violazione delle norme sull’immigrazione o sul lavoro.
Lo Sportello Unico per l’Immigrazione, verificata l’ammissibilità della dichiarazione e acquisito il parere della questura, convocherà lavoratore e datore di lavoro per la stipula del contratto di soggiorno e la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

ATTENZIONE: Presentare false dichiarazioni o attestazioni è punito dal codice penale e dalle leggi speciali in materia. Per la contraffazione o l’alterazione di documenti si applica la reclusione da 1 a 6 anni. La pena è aumentata se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale.
Secondo le stime, la sanatoria dovrebbe “sottrarre” al lavoro sommerso circa 400.000 lavoratori e dare un’ identità a tanti clandestini oggi presenti nel nostro Paese.